Le piattaforme di streaming hanno rivoluzionato il modo in cui avvengono consumo e produzione di musica, trasformando radicalmente l’industria che ne interessa i campi indicati.
La tecnologia digitale offre nuove possibilità per la produzione e la sperimentazione musicale.
Lo streaming ha reso la musica più accessibile, personalizzata e mobile; scopriamo, ora, come!
Il consumo della musica ha inserito una dinamica di “accesso illimitato” nella misura in cui gli utenti ascoltano un quantitativo indefinibile ed indecifrabile di brani e album grazie ad abbonamenti mensili.
Questo significa che la musica è sempre disponibile su smartphone, tablet e altri dispositivi, permettendo di ascoltarla ovunque e in qualsiasi momento.
Se l’algoritmo, per sua definizione testuale, si porta dietro il significato di “specificazione di una sequenza finita di operazioni” , allora, nella funzione mediatica che stiamo noi considerando (poiché l’unica che ci interessa), gli algoritmi delle piattaforme suggeriscono musica in base ai gusti e alle abitudini di ascolto degli utenti, facilitando la scoperta di nuovi artisti e generi.
Le piattaforme (prendiamo in esempio Spotify, una delle tante in voga) hanno subito specializzazioni decisive fino ad essere plasmate nella possibilità di offrire più vantaggi a chi ne usufruisce.
E’ come se volessero aumentare il livello di socializzazione, dunque, quando permettono di condividere musica con amici e seguire le playlist di altri utenti, creando nuove forme di interazione.

Ma che cosa succede agli artisti emergenti che sono investiti da questo fenomeno? Ne traggono benefici nella loro totalità, o sono ingannati da un effimero momento di celebrità?
Analizzando la presente questione, si deduce immediatamente che i medesimi possano distribuire la propria musica ad un vasto pubblico, senza la necessità impellente di un contratto con una casa discografica.
La stessa piattaforma registra automaticamente, fornendoli in real time, dati dettagliati sull’ascolto dei brandi : ne deriva che gli artisti comprendono, nell’immediatezza, quale sia il target del proprio pubblico, adattando al meglio la strategia di marketing da seguire.
Altro argomento sul quale si discute molto nell’era dello streaming è quello della “remunerazione degli artisti”.
Si cita spesso, anche, la sostenibilità del modello di business dello streaming.
Sono ambedue temi complessi che richiedono un dialogo aperto e la ricerca di soluzioni innovative per garantire un futuro equo e sostenibile per la musica digitale.


IL MODELLO DI REMUNERAZIONE ATTUALE : Le piattaforme di streaming, come Spotify e Apple Music, pagano agli artisti una piccola somma per ogni riproduzione del loro brano.
La cifra esatta varia a seconda della piattaforma, del paese e del tipo di abbonamento dell’utente.
Questo modello, basato sul “pro-rata”, significa che i guadagni di un artista sono proporzionali al numero totale di riproduzioni delle sue canzoni rispetto a tutte le canzoni sulla piattaforma.
LE CRITICITA’ : Molti artisti, soprattutto quelli emergenti o indipendenti, lamentano che le entrate derivanti dallo streaming sono troppo basse per garantire una vita sostenibile.
La distribuzione dei guadagni favorisce gli artisti più popolari, che generano un gran numero di riproduzioni, creando uno squilibrio nel mercato. La mancanza di trasparenza nei calcoli delle royalty e negli accordi tra piattaforme e case discografiche solleva dubbi sulla correttezza del sistema.
LE POSSIBILI SOLUZIONI E I DIBATTITI : Alcuni propongono di passare a un modello di remunerazione “user-centric”, in cui i guadagni di un artista sono proporzionali al tempo di ascolto dei singoli utenti.
L’unione Europea si sta muovendo per aumentare la trasparenza degli algoritmi usati dalle piattaforme, in modo da poter verificare che non ci siano illeciti.
Si discute anche della necessità di aumentare le tariffe di abbonamento o di introdurre nuove forme di pagamento per sostenere gli artisti.
Alcune piattaforme si stanno muovendo verso modelli “artist-centric”, dove si cerca di premiare maggiormente gli artisti che portano un valore aggiunto.
LA SOSTENIBILITA’ DEL MODELLO DI BUSINESS : Il modello di business delle piattaforme di streaming è basato sull’accumulo di un vasto catalogo musicale e sull’attrazione di un gran numero di abbonati.
La competizione tra le piattaforme è intensa, e la necessità di offrire un’ampia varietà di contenuti e servizi può comprimere i margini di profitto. La sostenibilità a lungo termine del modello dipende dalla capacità delle piattaforme di trovare un equilibrio tra la soddisfazione degli utenti, la remunerazione equa degli artisti e la generazione di profitti.
La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra la personalizzazione offerta dagli algoritmi e la necessità di preservare la libertà di scelta e la ricchezza del panorama musicale. Solo così potremo garantire che lo streaming rimanga un motore di crescita e innovazione per l’industria musicale, senza sacrificare la creatività e l’originalità degli artisti.

Questo e tanto altro lo potresti scoprire approcciandoti al mondo della musica… e quale miglior modo per farlo se non venendo a trovarci ,per una lezione di prova, presso la Scuola di musica “Gastone Bini” di Pisa.
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