
Il mondo della musica è ricco di strumenti affascinanti, molti dei quali sono caduti nell’oblio.
Alcuni di questi strumenti, rari e dimenticati, possiedono storie e suoni unici, capaci di evocare atmosfere suggestive e di trasportarci in epoche lontane.
Nel calderone della vasta gamma di strumenti musicali rari ed esotici che esistono nel mondo, ognuno di essi ha una storia unica e un suono distintivo, che li rende affascinanti e preziosi.
Di seguito esporremo degli esempi validi:
- THEREMIN
Possiede un suono quasi inquietante, ma proprio per questo motivo, è popolare in colonne sonore di film di fantascienza e in generi musicali sperimentali.
Lo inventò il fisico sovietico Lev Theremin (da qui la derivazione del nome) negli anni ’20; è uno dei primi strumenti musicali elettronici.
Si suona senza contatto fisico: i movimenti delle mani attorno a due antenne controllano l’altezza e il volume del suono.

2. ARPA DI VETRO / GLASSARMONICA
I suoni prodotti da essa sono cristallini e delicati, al contrario di quanto sopra detto.
La diffusione dell’arpa di vetro è, purtroppo, limitata a causa della sua fragilità e della difficoltà di esecuzione.
Questo strumento musicale usufruisce di una serie di bicchieri di vetro dalle dimensioni disparate; questi ultimi verranno sfregati per ottenere la produzione di suoni.
Inoltre, Benjamin Franklin contribuì a perfezionare lo strumento nel XVIII secolo.

3. HANG
Infine, l’ultimo strumento esposto, è dalla recente invenzione : creato in Svizzera nel 2000.
E’ definito “idrofono” poiché il suo corpo vibrante è costituito dal corpo stesso dello strumento.
La sua forma è simile a quella di un disco volante e si suona percuotendo con le mani diverse zone della sua superficie metallica. Produce suoni armonici e rilassanti, ed è diventato popolare per la sua capacità di creare atmosfere meditative.

E’ interessante, poi, scoprire che alcuni musicisti dimostrano come la creatività e la passione possano trasformare oggetti dimenticati in strumenti musicali unici, contribuendo alla conservazione di suoni e tradizioni musicali.
Daniele Guidotti è l’ideatore della “Gaudats Junk Band”, un progetto musicale che crea strumenti da materiali di scarto, dando nuova vita a oggetti destinati alla discarica.
La sua iniziativa non solo recupera oggetti, ma promuove anche la consapevolezza ambientale attraverso la musica.
In un periodo storico particolare come il nostro, dove siamo portati a consumare un quantitativo importante ed eccessivo di elementi che alla fine si rivelano “inutili”, apprendiamo un tocco di speranza in progetti simili a questo.
C’è poi un gruppo dal nome “Riciclato Circo Musicale”, noto per la creazione di strumenti musicali che, anche in questo caso, prendono vita grazie a materiali di recupero.
Se è vero che la loro musica ed i loro strumenti siano insoliti, è allo stesso tempo vero che questo mix offre un’esperienza sonora e visiva originale.
Il messaggio lanciato è costruttivo specialmente per il pubblico esterno, propedeutico, ad un miglioramento di quelle che sono le nostre decisioni a livello etico.
A questo punto, possiamo affermare che l’evoluzione degli strumenti musicali è un processo continuo, con nuove tecnologie e innovazioni che continuano a plasmare il panorama musicale.
E’ un viaggio affascinante per il semplice fatto che si intreccia con la storia dell’umanità, abbracciando le innovazioni e le curiosità e plasmando, passo passo, il modo in cui si crea / si ascolta la musica.

Le prime forme di strumenti musicali risalgono alla preistoria, con l’uso di materiali naturali come ossa, pietre e legno.
Strumenti a percussione, come tamburi rudimentali, e strumenti a fiato, come flauti ricavati da ossa, erano comuni.
Le civiltà mesopotamiche ed egizie hanno sviluppato strumenti più sofisticati, come arpe, lire e cetre.
Questi strumenti venivano utilizzati in cerimonie religiose, feste e spettacoli.
L’evoluzione degli strumenti musicali ha contribuito allo sviluppo della polifonia, la musica con più linee melodiche.
Il violino, la viola e il violoncello hanno raggiunto la loro forma moderna, diventando pilastri dell’orchestra.
Qui siamo, tempisticamente, nel periodo barocco e classico.
Il clavicembalo ha continuato ad essere popolare, ma ha iniziato a essere sostituito dal fortepiano.
Il flauto traverso e l’oboe hanno subito miglioramenti nel design, consentendo una maggiore espressività.
Il pianoforte è diventato lo strumento principale della musica classica, grazie alla sua ampia gamma dinamica ed espressiva.
La tromba, il corno e il trombone hanno subito miglioramenti tecnologici, consentendo una maggiore potenza e precisione.
Il XX secolo ha visto l’emergere di strumenti musicali elettronici, come il theremin, l’organo Hammond e il sintetizzatore.
La chitarra elettrica ha rivoluzionato molti generi musicali.
Oggi i campionatori, le tastiere digitali e i software di produzione musicale offrono possibilità sonore infinite.
Ed è così che termina la narrazione di questo viaggio musicale a sostegno di tutti quegli strumenti che hanno vissuto un’ “Odissea”, fino a meglio definirsi (nell’estetica e nell’utilizzo) o nello scomparire per sempre.
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